Se quello che ho letto qui è vero, c’è da chiedersi cosa passi per la testa a quelli della Micro$oft: attualmente il loro sistema operativo per cellulari è uno dei migliori, sia per quantità di software che per possibilità di personalizzazione. È vero che non sempre è usabile con le dita, ma migliorare questo aspetto rifacendosi alla concorrenza non dovrebbe voler dire buttare nel cesso tutto quelli che di buono si ha. Se questa notizia è vera è veramente sconcertante, anche dal punto di vista commerciale: a che pro creare un clone dell’iPhone, se copi pure i difetti?!?!
Aggiornamento 9/02/2010: leggendo questo articolo di PI, che approfondisce un po’ di più la questione (anche con alcune presunte motivazioni), mi vengono in mente un paio di cosette.
Sono finalmente riuscito ad installare Ubuntu sul mio nuovo tablet usato!!!
Visto che ho dovuto smanettare un po’ tanto, scrivo qui come ho fatto, sia mai che qualcun altro debba impazzirsi appresso a un fratellino del toccopicci.
Ovviamente questa guida non è ancora finita, dato che ho ancora alcuni problemini che vorrei sistemare.
Essere proprietario di un quotidiano è una cosa molto comoda, soprattutto quando si è indagati per innumerevoli reati, e soprattutto se si è il presidente del consiglio. Pensate quante cose si possono fare con un giornale; a me me ne vengono in mente principalmente due:
non far parlare il giornale dei propri reati e incriminazioni;
montare casi che il più delle volte non esistono, basta gettare fango per farne parlare, contro tutti quelli che si mettono sulla strada del padrone (chi ha detto Boffo??).
È di pochi giorni fa l’annuncio di Steve Jobs sul nuovo gadget tecnologico della Apple: l’iPad!! Non metto il liunk perché non saprei da dove prenderlo, dato che in questi giorni ne stanno parlando praticamente tutti.
L’ultimo commento di Ilaria nel post precedente mi ha fatto tornare alla mente alcune cosette, complice anche la mia piccola capatina di ieri sul suo blog oramai estinto.
ROMA, 25 GEN – Una decina di dipendenti della Camera dei Deputati sono indagati per truffa e falso dalla procura della Repubblica di Roma. L’indagine riguarda l’uso, da parte di impiegati e commessi, di badge non autorizzati, per figurare presenti senza esserlo. È scaturita da un accertamento amministrativo della Camera ed è stata affidata dal procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, ai pm del pool per i reati contro la pubblica amministrazione.