
L’uomo che fissa le capre
Come cancellare un hard disk
Avete un computer vecchio da sostituire, o semplicemente da potenziare con un nuovo hard disk?? E magari volete che i dati sensibili nel vecchio hard disk (dati del conto in banca, foto e video porno e simili) non siano più letti da nessuno?? Sappiate che esistono tanti modi per cancellare definitivamente i dati (uno mi pare di averlo anche citato tempo fa qui sul blog), ma uno dei più costosi (e forse sicuri) è di utilizzare un apparecchio tipo l’Ontrack Eraser Degausser 3.0, un aggeggio di 73 kg che genera un campo magnetico che distrugge tutti i dati presenti su di esso.

Visto il prezzo di questi aggeggi, suggerisco cmq metodi più drastici, ma sicuramente più economici.
(fonte)
Pedofilia: la nuova caccia alle streghe??
Spero veramente che la notizia pubblicata oggi su PI sia una bufala, altrimenti vorrebbe dire che siamo veramente arrivati alla frutta…
Pedoporno privato e punito
Denunciato dai suoi colleghi, un cittadino canadese viene condannato a due settimane di prigione per detenzione di materiale pedopornografico. Nel computer perquisito, dieci storie mai condivise o pubblicate: solo inventateRoma - È stata definita un “caso piuttosto unico” la storia di Michael Jay Thomas, cittadino canadese di 43 anni, sposato con una figlia, fedele al movimento religioso dei Testimoni di Geova. Un caso piuttosto unico, come sottolineato da una corte di Ottawa che lo ha condannato a due settimane di prigione per possesso di materiale pedopornografico, archiviato sull’hard disk del computer con cui lavorava. Una sentenza particolarmente lieve, dal momento in cui le accuse si erano basate solo ed esclusivamente su delle storie inventate: da Thomas stesso.
Ricostruendo i fatti, l’uomo era stato denunciato lo scorso anno da alcuni suoi colleghi che avevano scoperto il contenuto di una cartella all’interno di un computer sul luogo di lavoro. Qui, a parte il curriculum vitae di Thomas, c’erano una decina di storie aventi per oggetto situazioni incestuose e rapporti sessuali con ragazze minorenni. Si trattava di racconti inventati di sana pianta dal cittadino canadese o al massimo ripresi da Internet e modificati. Thomas - che ha poi ammesso di averli composti di propria mano - ha dichiarato di non aver mai avuto l’intenzione di pubblicare le storie in questione, né di condividerle attraverso la Rete.
I dieci racconti sono stati messi sotto chiave dalle autorità, aprendo un caso appunto unico, perché privo di vittime reali. È infatti stata questa la spinta maggiore degli avvocati difensori di Thomas che non hanno voluto invocare il fine artistico delle storie, come permesso dalla legge canadese in materia che tutela la libertà di espressione. Non è stato comunque duro il giudice Hugh Fraser che ha fatto notare l’esiguità del materiale oltre che la scarsa pericolosità dell’uomo. Thomas, infatti, aveva deciso di farsi aiutare al Royal Ottawa Hospital dove alcuni test fallometrici gli avevano diagnosticato una bassa propensione all’abuso nei confronti dei minori.
Thomas è stato condannato solo a 14 giorni di reclusione, obbligato a registrarsi come potenziale sex offender e costretto alla libertà vigilata per un periodo di due anni. Dovrà inoltre stare debitamente alla larga da due cose in particolare: i minori di 18 anni e qualsiasi dispositivo gli possa permettere l’accesso ad Internet.
Presentazione Windows 7 in Giappone
Devo dire che i giapponesi non si smentiscono mai. Guardate cosa fanno per la presentazione (rigorosamente su schermo touch) del nuovo sistema operativo di casa Micro$oft…
Ora bisogna solo decidere se la magra figura era colpa sua o di Windows 7 che faceva un po’ le bizze…
Sondaggi
Pare che il Pdl abbia una sola agenzia per i sondaggi…
P.A.: Brunetta, ho il consenso dell’80% dei cittadini
Rho Pero, 3 nov. - (Adnkronos) - ”Ho un tasso di consenso da parte dei cittadini che e’ pari all’80% e viene tanto dagli elettori del centrodestra che da quelli del centrosinistra”. A sostenerlo e’ il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta a margine del suo intervento inaugurale al Com-Pa, salone europeo della comunicazione pubblica dei servizi al cittadino e alle imprese, che si tiene nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho. ”Magari qualche fannullone avra’ il mal di pancia -ha proseguito Brunetta- ma me ne sono fatta una ragione”.
(fonte)
Portatii e crapware
Avete presente quando comprate un computer di qualche marca famosa (tipicamente un portatile) e questo è già pieno di software, il più delle volte inutile, se non per rallentarvi l’avvio della macchina? Magari si tratta di software in prova, oppure di mini-programmini stupidi di cui magari esiste un quasi-clone gratuito e migliore.
La rivista inglese Pc Pro ha stilato una classifica (mi dà l’idea abbastanza sempliciotta) delle varie marche, dando un voto in base all’occupazione di memoria e di spazio, e alla differenza dei tempi di avvio prima e dopo la disinstallazione di tutta questa roba.
Ovviamente il migliore (voto 6/6) è stato il MacBook Pro di Apple, che viene fuori senza crapware e con ottimi programmi già installati.

Notare che il peggior tempo di boot dovuto a tutta questa schifezza pre-installata è del Sony Vaio (Master, ne sai quacosa??).
Sony’s extensive range of software was responsible for the worst boot time of any of the laptops, with our sample machine taking more than three minutes to boot.
Disastri sul lavoro
Se pensate di averne appena fatto uno, non preoccupatevi… c’è chi sta messo peggio…
Ke Kretini Kuesti
Parafrasando il modo di scrivere dei giovani d’oggi (oddio come mi sento vecchio), si potrebbe commentare così la notizia della nascita della sezione italiana del Ku Klux Klan (KKK).
Per i dettagli vi rimando al sito di Repubblica:
Lanciano “un appello” a chiunque, in Italia, voglia difendere “la stirpe bianca”, perché “l’uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni”. L’ombra del Ku Klux Klan (KKK), che, in America, riunisce xenofobi e razzisti nascosti dietro al tradizionale cappuccio bianco o colorato, si allunga anche sul nostro Paese, dove è stato fondato un “reame d’Italia”. Ad animarlo, è il movimento degli “United northern and southern knights of the KKK” (l’acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan.
Già nel 2007, il KKK mosse i suoi primi passi in Europa, con il primo “reame ufficiale”. Dopo una serie di liti interne al movimento, questo venne sciolto. Fu allora che gli iscritti, prevalentemente italiani e tedeschi, si rivolsero agli United northern and southern knights (costituiti nel 2005 su impulso di un iscritto al KKK), per chiedere di essere ammessi al loro direttivo. “Dopo una breve trattativa - viene spiegato su un forum neonazista italiano, che li celebra - si decise di creare un Klan europeo parallelo e fraterno a quello americano. Questo venne convalidato e ufficialmente riconosciuto nel resto del mondo nell’agosto del 2008″. A oggi, oltre alle sedi in 29 stati americani, al reame italiano, ne esiste uno tedesco, uno in Belgio e nel Regno Unito. Anche se, avvisano, “contiamo di espanderci ulteriormente nei prossimi mesi”. Il coordinamento europeo è affidato a quello che viene definito “Reich” tedesco. Ogni singolo reame è autonomo, ma risponde al coordinamento europeo, che a sua volta riferisce alla casa-madre nel Michigan. Quest’anno hanno già avuto luogo due “vertici”, tra i direttivi europei e quelli americani.
Nella sezione italiana del loro sito, si annuncia “l’apertura delle iscrizioni” e si lancia un appello ad aderire al movimento: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”.
Per aderire bisogna compilare un modulo, allegando foto a colori e copia di un documento: l’accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. All’atto dell’iscrizione si riceve il cosiddetto “libretto del periodo di prova”.
La filosofia ricalca quella razzista dei “fratelli” americani: lotta e contrasto a “neri, immigrati, omosessuali” ma anche “ebrei”, per dar vita ad uno Stato “bianco e cristiano”. Agli ebrei, ad esempio, è tassativamente vietata l’iscrizione al movimento, perché ai Klansmen (come vengono definiti gli iscritti), interessano “solo i cristiani bianchi”. “Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865″, dicono nella sezione italiana del loro blog, e parlano di una “sacra missione”. Una missione che può essere così sintetizzata: “La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l’ordine in questa società collassata”.
Secondo questi razzisti incappucciati, che si definiscono “nazionalisti fieri di essere italiani”, oggi “si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay”, mentre “esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca”. E via con una serie di considerazioni sui principi della superiorità della razza, alla base del credo neonazista: “Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale. Quindi acquisite orgoglio nella vostra razza”.
Come diffondere i principi xenofobi del KKK in Italia? Sono loro stessi a spiegarlo: “Data la natura storica pressoché sconosciuta della nostra associazione, il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)”. E, nell’ottica di questa propaganda via web, la sezione americana sta già provvedendo da tempo a inserire su Youtube i video con le loro cerimonie - inclusa quella nel corso della quale si brucia la croce.
Duri attacchi vengono rivolti anche ai gay, “colpevoli” della crisi della nostra società: “L’omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E’ inutile negare che da quando è uscita dall’armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati”.
Il cappuccio bianco che indossano serve a “tutelare il lavoro e la tranquilla vita quotidiana” degli iscritti: “Noi non desideriamo che i nostri membri cadano vittima di persecuzioni, aggressioni o discriminazioni”, spiegano, non nascondendo il timore verso “taluni personaggi e associazioni di sinistra” che potrebbero crear loro problemi. Cercando di anticipare quanti chiedono la loro messa al bando, rispondono con una domanda: “Dicono che i Klansmen dovrebbero essere espulsi dai loro posti di lavoro militari, nella polizia, nei vigili del fuoco e da tutte le forme elette di governo. Se un Klansman dovrebbe essere licenziato dal proprio posto di lavoro perché il Klan storicamente uccise dei neri allora non sarebbe forse sensato che anche un nero lo sia poiché essi hanno maggiore attitudine all’uccidersi a vicenda più di quanto ne possa avere un Klansman?”.